Candidiamo le nostre idee al congresso del PD calabrese

Il Gruppo PD Calabria 25 Aprile candida un’idea di partito al congresso 2012

Conferenza stampa venerdì 25 maggio 2012  – ore 16,00  – Direzione regionale del PD – Lamezia Terme

UN NUOVO PROGETTO PD PER UNA NUOVA SPERANZA CALABRESE

Il congresso del PD calabrese deve essere un  utile e necessario confronto  sul futuro del Pd e della Calabria, coinvolgendo territori ed importanti pluralità interne al fine di concorrere – nel mentre attendiamo la pubblicizzazione dell’apposito regolamento congressuale che contenga modalità e tempi delle scadenze congressuali – al superamento della gestione commissariale con un apporto di merito a partire dalla “forma Partito” – di cui alleghiamo proposta-bozza –  per estenderla alle specificità dei problemi più drammatici della Calabria che,  nell’attuale emergenza economica nazionale,  necessitano di un approfondimento supplementare anche rispetto ai provvedimenti di riallocazione delle risorse comunitarie che il Governo Monti  ha recentemente adottato, che devono costituire il preliminare ed irrinunciabile punto di verifica per costruire una reale e credibile alternativa al centrodestra. Abbiamo il diritto e il dovere di tornare alla normalità, con una classe dirigente che si occupi in modo esclusivo e prioritario della ricognizione dei nostri circoli nei territori, della costruzione e ricostruzione laddove non ci siamo mai stati o non ci siamo più, e del rilancio di una proposta politica forte e credibile per un nuovo governo regionale.

Memori oltre che protagonisti della scorsa stagione congressuale, siamo pronti a lavorare e a contribuire con le nostre proposte al dibattito e a proporre e sostenere candidature anche unitarie, se si dovesse profilare quella di un segretario regionale che intenda, fin dalla candidatura, rispettare in modo rigoroso lo Statuto del PD, dimettendosi immediatamente e per i prossimi tre anni da qualunque altra carica o incarico politico/istituzionale/amministrativo, elettiva e/o di nomina, senza invocare deroghe o sconti ad personam, con ciò rinunciando anche alle prossime candidature a presidenze, consigli regionali, provinciali e parlamenti vari. Un intero mandato, infatti, forse non basterà, ma è sicuramente il periodo minimo necessario per riannodare il dialogo democratico con il territorio, e tra questo e le istituzioni. Chi sarà chiamato a costruire questo percorso deve imparare a conoscere il PD ed ogni più intimo difetto ed ogni più recondita virtù. E’ necessario, quindi, che tutti coloro che  vogliono liberamente concorrere a questa fase di costruzione sappiano incontrarsi e parlarsi, e sappiano  individuare percorsi trasparenti e lineari, al di fuori di patti correntizi e liberi da qualsiasi condizionamento elettoralistico legato alla scadenza delle candidature delle prossime Politiche.

 

Il Partito Democratico della Calabria  “ripudia la ‘ndrangheta e tutte le mafie”.

Una dichiarazione forte che dia il segno di una rottura con le troppe ambiguità del passato.

1) Istituzione di circoli, ambiti di incontro e confronto tra gli iscritti, solo se è disponibile una sede e sono programmate iniziative politiche. Per ogni circolo è fatto obbligo di indire annualmente almeno tre assemblee pubbliche degli iscritti per l’approvazione del programma politico annuale e delle attività sul territorio, del bilancio preventivo, di quello consuntivo. I circoli devono essere sostenuti economicamente attraverso un federalismo delle risorse: occorre ridistribuire le risorse ora accentrate nelle federazioni a vantaggio dei circoli attivi, secondo un modello di valutazione delle proposte di iniziative locali da parte di un apposito comitato provinciale.

2) Creazione di più circoli sui territori comunali laddove dove ogni circolo superi un numero massimo di tesserati (300). Il numero complessivo di tesserati attribuito ad ogni comune non deve comunque ed in ogni caso essere superiore al 10% dei voti riportati dal partito nelle ultime consultazioni politiche nello stesso ambito territoriale. Svolgimento del tesseramento secondo quanto previsto dall’apposito regolamento nazionale senza eccezioni (iniziative pubbliche, comitati di adesione, svolgimento del tesseramento nei circoli- obbligo a chi si iscrive on-line di un tempo limite antro il quale deve perfezionare adesione al circolo di appartenenza). Pubblicità degli iscritti di ogni circolo. Non possiamo più dare l’immagine dei pacchetti di tessere acquistati in blocco così come succede attualmente nel Popolo della Libertà calabrese e come, purtroppo, è avvenuto in passato nel nostro stesso Partito.

3) Le assemblee elettive (provinciale e regionale) non devono essere pletore informi e ne deve deve essere rafforzato il ruolo. Devono essere convocate anche loro almeno tre volte ogni anno per fare il punto sullo stato del Partito e sulla sua linea politica, e per l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi. Anche gli organi di direzione (provinciale e regionale) devono di conseguenza essere ridotti nel numero dei membri. Al massimo devono rappresentare il 10% dei membri delle assemblee elettive. Gli organi di direzione devono essere affiancati da forum tematici e da un Centro studi regionale.

4) Primarie per decidere le candidature a tutti i livelli (sindaci, presidenti di province e regione,consiglieri regionali, deputati) anche in assenza di riforma del Porcellum e per come già garantito dal Segretario nazionale nel corso dell’ultima Assemblea federale.

5) Ruolo decisivo ed esclusivo del circolo e del suo coordinatore nella scelte delle alleanze e nella  formazione delle liste nelle consultazioni locali. Obbligatorietà di convocare un’assemblea degli iscritti straordinaria prima di prendere tali decisioni.

6) Incompatibilità tra ruoli politici (dirigenti di partito e segretari ad ogni livello) e ruoli istituzionali (sindaco, assessore, consigliere, portaborse e componenti delle strutture speciali regionali, presidente della regione,assessore regionale e consigliere regionale).

7) Non cumulabilità di ruoli istituzionali (sindaco e parlamentare o consigliere regionale, provinciale, per esempio) o ruoli politici (segretario di circolo e membro di direzione provinciale, per come espresso al precedente punto 6).

8) Limite insuperabile e senza alcuna deroga possibile dei due mandati consecutivi per ciascun incarico istituzionale e/o elettivo e limite complessivo di 25 anni alla carriera politica in tutti i ruoli istituzionali.

9) Istituzione obbligatoria e a tutti i livelli (circoli e federazioni) di una consulta permanente formata da esponenti di associazioni, rappresentanze dei lavoratori, mondo delle professioni, istituti di ricerca e università. Una consulta che si riunisca periodicamente insieme ai coordinatori e ai dirigenti di circolo e federazione e analizzi le situazioni sociali di ciascuna realtà.

10) Iniziativa legislativa nazionale per una normativa che regolamenti l’art. 49 della Costituzione e le modalità di accesso ai partiti politici, all’interno di una nuova legge elettorale, e che modifichi l’art. 67 della Costituzione affinché il mandato del parlamentare sia vincolato alla proposta politica per la quale è stato eletto.

Il Partito Democratico calabrese dovrà essere promotore di una nuova etica della Politica. Solo in questo modo si potranno sconfiggere sia la politica urlata, clientelare, trasversale e dell’inciucio sia la speculare antipolitica, entrambe cause della crisi democratica del nostro Paese. Solo in questo modo, il Partito Democratico potrà proporre un credibile progetto politico che dia speranza di futuro ai giovani calabresi.