Un’altra innovazione è possibile. Per un asse Roma Milano. (Articolo di Aldo Bonomi sul Sole),

Nella Capitale se si scava sotto la coltre della crisi politica, si capisce come a contatto con una metropoli la cui globalità non sta nelle reti del capitale ma nella densità del patrimonio e nel potere istituzionale, in questi anni sono nate reti, laboratori di economia e lavoro condiviso, tentativi di costruire economie di quartiere sui beni comuni, che hanno ingaggiato un corpo a corpo con i processi di disgregazione sociale.

Quil’innovazione sociale ha più forti i geni dell’auto-produzione di beni, servizi e dello spazio urbano. Dal Fablab della Garbatella all’esperienza delle reti metropolitane dei coworking alla Millepiani alla” rete della rete” come CoRete, c’è un pezzo di Quinto Stato dell’economia cognitiva che si pone l’obiettivo ambizioso di rigenerare il tessuto sociale della città: un civismo urbano che, potenzialmente, potrebbe unire Roma a Milano.

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