Banche di Melma. Moody’s declassa le banche italiane o la partitocrazia ? Ma poi sta Moody’s eventualmente non la declassa nessuno.

 

Oggi si declassano le banche italiane; precedentemente l’agenzia statunitense Moody’s ha collocato il rating Aa2 dell’Italia sotto revisione in vista di un possibile downgrade. Lo fa sapere l’agenzia statunitense in una nota. Moody’s ha anche riaffermato il rating di breve termine al livello prime -1. Una nuova tegola sull’economia italiana dopo l’outlook negativo assegnato al rating italiano da Standard & Poor’s.

Adesso Moody’s mette sotto osservazione le 16 maggiori banche italiane.

La questione potrebbe apparire bizzarra, a mio avviso,  per almeno due aspetti fondamentali. In primo luogo le banche italiane sono molto, ma molto , o per nulla esposte sul fronte titoli greci ed in secondo luogo le cinque o sei maggiori banche italiane tutto sono tranne che banche.

Cerco di spiegarmi, perché ritengo stiano proprio qui le ragioni del contendere. Chiunque abbia avuto modo, cioè la maggior parte della popolazione italiana, soprattutto se impresa, di avere a che fare con le nostre banche è a conoscenza del fatto che le stesse elargiscono credito solo a chi potenzialmente ne ha poco bisogno ovvero riesce a “garantirne” il triplo dell’importo: sia impresa, sia credito al consumo, sia mutuo per la casa.

Le banche italiane poi hanno interpretato pro loro, tutti i parametri sempre più stringenti degli accordi di Basilea 2 e 3; tale accordi prevedono infatti parametri si molto ferrei sull’elargizione del credito ma dovrebbero premiare : caratteristiche, natura e idee imprenditoriali innovative. State sicuri, siate pure Bill Gates o Steve Jobs, da Unicredit, Intesa e compagnia cantando non avrete un euro, anche se vi presentate con un reattore tascabile che fa la fusione a freddo e produce energia dalla trasformazione atomica dei rifiuti di Napoli. A meno che…

…A meno che non vi chiamate Ligresti, Berlusconi, de Benedetti, Benetton e vogliate comprare le autostrade italiane senza metterci un centesimo.

Sta proprio qui forse il “declassamento” che Moody’s e company riservano all’italietta degli anni duemila.
Paese in cui le banche hanno deciso in passato come adesso le sorti della classe dirigente italiana come quella dei piccoli e medi imprenditori  facendo le fortune di strozzini, usurai e massoni.

Le stesse banche con più o meno le stesse persone che hanno ucciso (fisicamente) Adriano Olivetti e tutte le idee ed i progetti  imprenditoriali che davvero avrebbero potuto cambiare le sorti di questo assurdo bel Paese.

Moody’s e tutte le agenzie internazionali hanno colpe gravissime e responsabilità altissime nelle vicissitudini degli stati sovrani e nella gestione della crisi economica globale in cui viviamo.
Mi son sempre chiesto ma non c’è nessuno deputato ad abbassare il rating delle agenzie di rating?

Ciò certo, come ci propugna il Giornale o gli apparati di amplificazione del logoro sistema economico italiano, non assolve la partitocrazia italiana che è motore e artefice di tale becero sistema bancario. Il fatto che le banche italiane siano solide, che gli italiani abbiano risparmiato sempre molto e che hanno patrimoni immobiliari ben saldi sono valori aggiunti che non possono essere trascurati dalla governace economica mondiale; ciò nonostante non possiamo dimenticare e trascurare che siffatto sistema sia una melma in cui sgazzano solo i soliti potenti, i soliti massoni e i soliti furbetti del Paesino.

Tutto sommato Moody’s ha solo detto: Banche di Melma.