Gigliotti: "Vogliamo vedere i conti del gruppo consiliare calabrese del Pd."

 

Le cifre pubblicate dalla stampa  da cui risulta il rimborso spese erogato per il 2011 a tutti i  gruppi consiliari regionali della Calabria, nessuno escluso,  sono spaventose e raccapriccianti per importo, destinazione e pezze giustificative,  oltre che vergognosamente irragionevoli se si pensa che la stessa Regione Calabria, lo stesso consiglio regionale che spende così allegramente somme ragguardevoli, usa l’accetta della spending review   per tagliare servizi essenziali alla sanità, ai trasporti, alle fasce deboli della cittadinanza.

Ma riservandoci di svolgere un’analisi comparata e una valutazione politica e contabile più approfondita e responsabile,  non possiamo che sostenere e ribadire a casa nostra, e cioè nel PD, che tutto questo è inaccettabile:

1)      Sono anni che chiediamo la pubblicazione  online del bilancio del partito regionale, dei coordinamenti provinciali  e di quelli di circoli al fine di rendere l’azione politica  il più trasparente e credibile possibile;

2)      Sono anni che sollecitiamo il Gruppo Regionale del PD a sostenere, presentandole  in Consiglio,  le nostre proposte di riduzione del numero dei consiglieri regionali a trenta unità e di riduzione dei costi dei gruppi consiliari e delle strutture dei portaborse, adeguandole alla regione italiana più virtuosa.

Se ci avessero ascoltato sarebbero stati i  primi in Italia a tracciare il solco del cambiamento. Ma non ci hanno ascoltato e adesso capiamo il perché. Perché con quei bilanci, carissimi amici e compagni,  non ci sarà  partita per nessuno di noi, non ci sarà primaria nella quale competere, non ci sarà candidatura alla quale concorrere. Loro hanno i soldi e si sono comprati tutto il consenso che gli serve. Ecco perché tutti preferiscono il partito degli eletti al partito delle idee e dei movimenti democratici nati dal basso.  E chi se ne frega della credibilità personale e del partito.

A questo punto della storia e della cronaca chiediamo al Segretario Bersani, al Commissario D’Attore, al  tesoriere regionale e al Capogruppo PD alla Regione Calabria che ci vengano consegnati  tutti i bilanci, con i relativi allegati e pezze giustificative,  del gruppo regionale del  PD dalla fondazione a tutt’oggi.  Riservandoci ogni altra azione politica.

27 settembre 2012

Fernanda Gigliotti – Gruppo PD Calabria 25 Aprile

Appello: Chiediamo a tutti i candidati e a tutti gli eletti del PD e del centro sinistra in ogni ente, consiglio, parlamento di sottoscrivere un manifesto di civiltà giuridica e di piena realizzazione della uguaglianza sostanziale fra cittadini .

Il Gruppo PD 25 Aprile intende impegnarsi attivamente nel territorio calabrese per la raccolta di sottoscrizioni del manifesto del manifesto “Chi ha paura dei diritti?” – preparato dall’associazione Laicità e Diritti – di cui l’avv. Fernanda Gigliotti, Coordinatrice del Gruppo, è portavoce per il Suditalia .
Il manifesto promuove un’evoluzione della legislazione nazionale nel senso, finalmente, de
l riconoscimento e tutela dei diritti civili in materia di sostegno scolastico per i bambini disabili, biotestamento, matrimonio civile per tutti i cittadini ed omogenitorialità, l’approvazione della mozione contro omo e transfobia, cittadinanza a tutti i nati in Italia, tutte proposte unite dall’intento di ampliare le libertà dei cittadini e lo spazio dei diritti. Riteniamo, infatti,che l’affermazione di principio contenuta nel documento elaborato dal comitato diritti del PD e approvato dall’assemblea secondo il quale “Il tema dei diritti riveste per il PD un’importanza centrale” vada riempita di contenuti adeguati, facendo dei decisi passi in avanti – nello spirito dell’art. 3 della Costituzione – rimuovendo “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.
Il manifesto è diretto in modo assolutamente trasversale, alla politica, all’associazionismo ed alla società civile, chiedendo a tutti gli attori della società calabrese la sottoscrizione del manifesto.
Pur tuttavia è ovvio che interlocutore primo e privilegiato non possa che essere il Partito Democratico Calabrese, di cui il Gruppo è parte attiva, ai cui rappresentanti in parlamento, esponenti regionali, provinciali e comunali intende sottoporre il manifesto chiedendo la loro posizione rispetto al medesimo. Con tale fine si promuoverà un dibattito volto ad far acquisire consapevolezza in ordine alle questioni sollevate e, si spera, a ottenenere la sottoscrizione del manifesto e il sostegno attivo della dirigenza del Partito nella aspra campagna politica che certamente sarà necessaria perché le proposte si trasformino in cambiamenti effettivi della legislazione e della società italiana, costruendo un percorso democratico dal basso verso l’alto, soprattutto all’interno di quegli strumenti ineliminabili di democrazia che si chiamano partiti politici,.
Siamo certi che tale iniziativa avrà il successo meritato anche in una terra piena di problemi come la Calabria, nella quale le difficoltà economiche sono così pressanti da rendere difficoltosa ogni discussione su problemi diversi, anche se i diritti civili lo sono solo apparentemente. I diritti civili, infatti, non sono un lusso ma una priorità, è sempre lo stesso documento elaborato dal comitato diritti ad affermare che «Un partito democratico non può non riaffermare che tra i diritti cosiddetti civili e quelli cosiddetti sociali e del lavoro c’ è un rapporto di mutua implicazione: la natura a un tempo singolare e relazionale di ogni persona fa sì che la tutela dei primi non possa prescindere dai secondi, e viceversa».
Di più, i diritti civili sono parte integrante di un processo di sviluppo. Infatti, proprio in un momento di crisi è necessaria una riflessione complessiva su quali metodi e quale direzione debba prendere lo sviluppo economico che comprenda il modello sociale di vita verso il quale tendere e che sia l’obiettivo delle politiche di sviluppo. Sostiene Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l’economia, deve essere inteso come un processo di espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica. La sfida dello sviluppo consiste nell’eliminare i vari tipi di “illibertà”, che limitano o negano all’individuo, uomo o donna, l’opportunità e la capacità di agire secondo ragione e di costruire la vita che preferisce. “Lo Stato – scrive Sen – non deve rinunciare nemmeno in tempi di crisi, al ruolo di supporto nell’allargamento delle libertà di fatto degli individui … sarebbe un errore pensare che la libertà dell’individuo si oppone alla società”; conti in ordine, ma anche cooperazione e fiducia sociale: anche in tempi di crisi “la questione principale non è limitare, ma espandere la libertà, dobbiamo liberare l’idea di libertà non come permesso, ma come scelta”.
Non c’è vero sviluppo se non è la società intera a svilupparsi anche nei rapporti più privati. Prova ne è che si vive meglio e la ripresa economica si sta registrando solo nei Paesi che sanno saputo e voluto dare priorità ai diritti civili, da intendersi per tali anche i diritti dei lavoratori e dei nuovi schiavi del precariato, degli extracomunitari, dei malati, dei giovani, delle donne, dei disabili, degli omosessuali.
Per tutte queste ragioni, il Gruppo PD 25 Aprile chiede che tutti gli esponenti del Partito Democratico in Calabria, sottoscrivano il manifesto “Chi ha paura dei diritti?”, mostrando all’intero paese che la Calabria è in grado di emanciparsi dalla logica bruta del bisogni, per rivolgere la propria attenzione ai problemi fondamentali delle libertà, presupposto della costruzione di un modello di convivenza e di sviluppo economico.
Gruppo PD 25 aprile