Revisione e rifacimento della numerazione civica e della toponomastica comunale.


L’attività di revisione e rifacimento della numerazione civica e della toponomastica comunale è di fondamentale importanza ai fini della programmazione e gestione di tutte le attività pubbliche.

L’attività di revisione e rifacimento della numerazione civica e della toponomastica comunale è di fondamentale importanza ai fini della programmazione e gestione di tutte le attività pubbliche. La questione, vedremo, non è per nulla banale perché ha numerose implicazioni a livello giuridico amministrativo ed in termini di efficienza ma soprattutto di efficacia dell’azione amministrativa di un Ente. Sovente alcune pubbliche amministrazioni locali sottovalutano la portata di questa attività che deve essere affidata a professionisti esperti e che operano con strumenti puntuali; invece in taluni casi direttamente attraverso i propri uffici, ovvero indirettamente affidando il servizio a mani poco esperte, assistiamo ad attività e realizzazioni fatte su dati trovati in rete ovvero provenienti da sistemi ed attività di geolocalizzazione fatte per altri usi. Per fare l’esempio più lampante l’uso indiscriminato dei tools di Google come Maps, Earth o street view; beninteso validissimi strumenti ma creati e distribuiti per altri fini, non si considera spesso che questi strumenti alle volte non sono aggiornati da molti anni, che i rilievi e molte informazioni di dettaglio vengono fatti su dati già provenienti dalla pubblica amministrazione (e quindi se erronei non si fa altro che ricorsivamente perseverare),  ma soprattutto non si tiene in considerazione che il processo di revisione ha bisogno di un intervento capillare ed univoco. Eppure lo Stato da questo punto di vista ha sollecitato più volte le Pa locali ad intervenire, spesso anche mettendo a disposizione le risorse per farlo, un esempio per tutti: quando il legislatore con la Legge di Stabilità 2013 ha apportato modifiche all’art. 14 del D.L. 201/2012 che ha  istituito  il  nuovo  tributo  TARES  già  a  decorrere  dall’anno  2013,  prevedendo  l’obbligo  per  tutti  i  Comuni di adeguare e revisionare la numerazione civica esterna ed interna, per consentire all’Agenzia del Territorio di allineare i dati necessari alla corretta gestione del nuovo tributo.

Aldilà di tutto questo, basterebbe solo pensare come un civico o un indirizzo sbagliato può non far arrivare un pacco a destinazione, un intervento delle forze dell’ordine o peggio ancora un’ambulanza, con gravi ripercussioni e responsabilità civili e penali in carico ai funzionari ed agli amministratori comunali. Quindi è del tutto evidente che l’approccio alla tematica merita rispetto e approfondimento, ma è una di quelle cose che nel pluriverso dei comuni italiani appare ormai improcrastinabile.

Quindi la realizzazione della banca dati ecografica rappresenta inoltre per il Comune il compimento di un ulteriore passo verso la realizzazione di un Sistema informativo territoriale comunale (Sit) capace di gestire il territorio nella sua completezza. Infatti l’adozione di un Sit, consente all’Ente da una parte di assolvere al compito immediato di assegnare al territorio la toponomastica corretta e la giusta numerazione civica (adempimento Agenzia delle Entrate, sezione ANNCSU) e, dall’altra, di predisporre un sistema che permetta il mantenimento e l’aggiornamento delle informazioni senza trascurare la storicità del dato.

Le attività che principali atte alla realizzazione della mappa ecografica posso essere riassunte come di seguito:

– Realizzazione di un “database” con l’informazione esistente, lo stato dell’arte reperito presso l’amministrazione comunale attraverso tutte le informazioni disponibili relativamente alla Toponomastica e alla Cartografia dei numerici civici (ad es. estrazione LAC e delibere per assegnazione toponimi). Da qui si produrrà una prima banca dati contenente gli elenchi delle vie e dei civici, utile poi per la successiva fase di censimento.

– Fase di censimento:

L’attività di rilievo dello stato di fatto verrà realizzata secondo le specifiche dettate dell’Istituto Nazionale di Statistica che prevede, fondamentalmente, che le operazioni sul campo siano compiute per determinare la corrispondenza univoca tra i singoli edifici, il civico ed il toponimo, rilevando gli accessi. Il rilievo deve essere effettuato con l’ausilio di supporti informatici che consentono di intervenire con puntualità geografica ed informativa su ciascun elemento oggetto di rilievo e/o osservazione. E’ di fondamentale importanza in questa attività infatti raccogliere “puntualmente” tutta una serie di informazioni fondamentali al processo di riordino quali:

  •  l’esattezza della toponomastica stradale in termini di toponimo, di estensione e di intersezioni;
  • Verificare ed in caso apportare le modifiche ai toponimi secondo le specifiche Istat, facendo particolare attenzione alle regole con cui possono essere scritti i toponimi (DUG);
  • verificare la congruenza della numerazione civica per ogni toponimo esistente e/o definito;
  • procedere al rilevamento dello stato di fatto introducendo gli “snc” (senza numero civico) secondo le rigide regole imposte da ISTAT;
  • creare la corrispondenza cartografica tra numeri civici ed accessi;

Fatto questo si passa alla progettazione e assegnazione della nuova numerazione civica e toponomastica. In questa fase è fondamentale partire dai file risultanti dalle attività di rilievo e dai file provenienti dall’archivio anagrafico effettuando una verifica di congruità dei dati in merito:

  • alla toponomastica, verificando la corrispondenza tra quanto rilevato sul campo e in anagrafe con quanto riportato nelle delibere di Giunta Comunale ed evidenziando le anomalie che saranno oggetto di analisi e correzione;
  • alla numerazione civica esistente per ciascun toponimo, analizzando lo stato di fatto, emerso dal rilievo, con quanto esistente in anagrafe, evidenziando le criticità che saranno oggetto di analisi e correzione.

Ultimi, ma non per ultimi, ci sono gli adempimenti, obbligatori, verso ISTAT e Agenzia delle Entrate. Una volta effettuata questo tipo di attività per come descritta sopra, basterà l’estrazione della Banca Dati Civico/Toponomastica costruita, nel formato richiesto, per un caricamento in maniera massiva nel portale dei Comuni delle Agenzie Delle Entrate sezione ANNCSU. In tal modo sarà assolto il compito di aggiornare l’archivio Nazionale della Numerazione Civica (obbligo legislativo).
L’Ente decidendo di applicare questa tipologia di processo, oppure affidandola esternamente ad azienda esperta, non solo avrà adempiuto agli obblighi di legge, non solo avrà la possibilità di una gestione efficace di tutti i servizi comunali, ma soprattutto avrà la possibilità di rendere un servizio migliore anche a tutte le forze dell’ordine, sanitarie o di servizio che troppe volte si perdono nel dedalo della toponomastica approssimativa della nostra bella Italia.

Comune di Aprilia: l’innovazione nella Pa continua!

Mercoledì, 27 Marzo 2019, nell’accogliente e suggestiva cornice della Tenuta Calissoni Bulgari di Aprilia, si è svolto un importante seminario formativo incentrato sulla tematica dello scarico delle acque reflue domestiche e assimilate alle domestiche, in aree non servite da pubblica fognatura.

L’evento ha rappresentato l’occasione per illustrare ai professionisti e agli addetti ai lavori, il nuovo portale telematico, che va ad integrare il già avviato con successo Sue online, per l’inoltro delle richieste di autorizzazione allo scarico, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato dalla Golem ICT, società leader nello sviluppo e nell’implementazione di sistemi informativi integrati per la P.A.

Il seminario, svoltosi con il patrocinio degli ordini professionali degli architetti, degli ingegneri e del collegio dei geometri della provincia di Latina è servito a fare il punto sulla situazione delicata degli scarichi reflui nelle zone non servite da pubblica fognatura ricadenti nel territorio del Comune di Aprilia e ha visto la partecipazione numerosa dei tecnici e dei professionisti, interessati in prima persona all’attività formativa inerente le nuove procedure per la presentazione e il monitoraggio delle istanze di autorizzazione in via telematica. I lavori sono stati introdotti dal Sindaco Antonio Terra, intervenuto a portare i saluti dell’amministrazione comunale, impegnata in prima linea nelle attività di controllo e riqualificazione del territorio comunale. Un territorio, come ribadito dallo stesso Dott. Terra, interessato da circa 18.000 domande di condono edilizio, che nel loro percorso istruttorio possono intercettare e legare il delicato tema degli scarichi con particolare riguardo alle zone non servite da pubblica fognatura. In questo scenario, ha poi proseguito l’Assessora all’Ambiente, all’ecologia, all’energia e al verde pubblico Michela Biolcati Rinaldi, diventa fondamentale predisporre idonei strumenti operativi capaci di porre gli uffici comunali preposti, nelle condizioni di realizzare uno sviluppo ottimale dei processi di lavoro, con pieno beneficio per l’intera collettività. L’assessore ha voluto ribadire l’impegno profuso in seno all’ottavo settore, sotto la dirigenza dell’Arch. Paolo Terribili, ringraziando espressamente la dott.ssa Haydée Micetich responsabile del settore Ambiente ed Ecologia, e il Geom. Mirco Petricca, per l’importante lavoro di analisi, definizione e coordinamento che ha condotto alla realizzazione del nuovo portale telematico sviluppato dalla Golem ICT. Come testimoniato dallo stesso dirigente, l’Arch. Paolo Terribili, la gestione integrata delle informazioni nei processi di lavoro è diventata sempre più una necessità irrinunciabile, in modo particolare nel caso delle autorizzazioni agli scarichi, per le loro profonde correlazioni con l’ufficio tecnico, con l’ufficio condono, con l’ufficio di urbanistica. Occorre semplificare i processi, ha proseguito l’arch. Terribili, disponendo di strumenti informatici in grado di restituire le informazioni nel modo giusto, al momento giusto, alle risorse giuste. Come poi ribadito dalla dott.ssa Micetich, da anni l’ottavo settore di cui è responsabile, ha intrapreso una profonda azione di rinnovamento dei procedimenti amministrativi con lo scopo di realizzare un sistema informativo evoluto pensato come “metamotore” di una struttura a rete, per mezzo del quale unire sempre più servizi comunali, in un contesto tecnologicamente avanzato ma di facile utilizzo per gli utenti siano essi cittadini o addetti ai lavori. Lo sviluppo del nuovo Sportello Unico per l’Edilizia, l’Ecologia, l’Energia e l’Ambiente, come ha affermato, va esattamente in questa direzione e la Golem ICT, software house già fornitrice del sistema informatico per la gestione del SUE e dell’ufficio tecnico del Comune, ha recepito e saputo tradurre perfettamente le necessità dell’Ente.

Un sentito plauso all’iniziativa è giunto dai rappresentanti degli ordini che hanno patrocinato l’Evento, nelle figure dell’Ing. Giovanni Andrea Pol, dell’Arch. Elisabetta Casoni e del Geom. Franco Albarello, profondamente convinti del ruolo riformatore offerto dall’utilizzo delle tecnologie dell’informazione a supporto dei procedimenti svolti in seno ai settori tecnici. La centralità dei dati e degli strumenti comunicativi oggi rappresentano un fattore preponderante nei rapporti fra figure tecniche e pubbliche amministrazioni, specialmente per quanto attiene al governo di processi complessi e delicati come nel caso degli scarichi delle acque reflue in aree non servite da pubblica fognatura. Ben venga, dunque, la formazione continua dei propri associati in relazione ai nuovi strumenti informatici adottati dal Comune di Aprilia.

Lo sportello unico per l’Edilizia l’Ecologia, l’Energia e l’ambiente, come illustrato da Arturo Bonetti, direttore tecnico della Golem ICT è uno strumento innovativo, unico nel suo genere, in grado di fornire ai cittadini, ai tecnici e più in generale agli addetti ai lavori una soluzione semplice e veloce per la presentazione delle istanze, delle richieste, per lo scambio e l’integrazione documentale con l’Ente, per il monitoraggio dei tempi e dei processi,  con il vantaggio di consentire, agli uffici coinvolti una gestione puntuale ed efficiente dei procedimenti; dalla protocollazione automatica delle istanze in ingresso, alla gestione completa dell’istruttoria fino alla fascicolazione e all’archiviazione sostitutiva a norma delle pratiche. La peculiarità del sistema, ha proseguito Arturo Bonetti, risiede nella sua capacità di correlare, all’interno della stessa matrice operativa, tutte le informazioni trattate dai diversi uffici (Tecnico, Condono, Ambiente, Ecologia, Energia) per la costituzione del fascicolo unico del fabbricato. Si tratta di una piattaforma in linea con le direttive per lo sviluppo dell’agenda digitale e più in generale con i dettami del CAD, al punto da integrare, in modalità nativa, lo strumento di interconnessione diretta al nodo dei pagamenti per la gestione del PagoPA. Questo particolare aspetto ha riscosso notevole interesse fra i tecnici presenti, vista la profonda semplificazione procedurale che esso comporta, garantendo in modo semplice e veloce, l’interrogazione, la gestione, la chiusura delle posizioni debitorie e la quietanza dei pagamenti, tutte attività fino ad oggi svolte con considerevole dispendio di tempo (pagamenti agli sportelli, scansione delle quietanze cartacee, ecc.).

La fase formativa si è svolta passando in rassegna tutte le modalità operative offerte dallo Sportello Unico della Golem ICT, puntualizzando la capacità di integrare dati diversi, afferenti ad ambiti diversi, in modo del tutto trasparente al professionista abilitato, il quale, comodamente dalla propria scrivania virtuale di lavoro, ha ora la possibilità di richiamare precedenti edilizi a cui correlare le istanze da presentare, indagare gli strumenti urbanistici di riferimento per l’intervento in essere, conoscere in ogni istante i tempi, i termini e la normativa di riferimento per le proprie pratiche, senza l’andirivieni presso gli sportelli comunali o l’incombenza delle lunghe file.

I lavori si sono conclusi con l’intervento del Dott. Paolo di Cesare, geologo di supporto all’ottavo settore, che ha fornito importanti chiarimenti sul nuovo regolamento comunale in tema di scarichi delle acque reflue (Delibera C.C. n.34/2016) e specifici approfondimenti sul D.Lgs 152/2006.

Equo compenso e tutela prestazioni professionali: best practice nella Regione Lazio.

Il Lazio è ad oggi tra le poche regioni che si appresta ad adottare un provvedimento per l’equo compenso ai professionisti, creando di fatto i presupposti per superare le clausole vessatorie del contratto di prestazione d’opera che consentono al committente di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito.

Con soli sei solidi articoli, snella e immediata, la proposta di legge regionale n° 69 del 2018 che disciplina la materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali, così come elaborata dalla IX Commissione Lavoro e Formazione guidata dalla valmontonese Consigliera regionale Eleonora Mattia, è stata presentata in Regione al cospetto degli ordini professionali di Roma e del Lazio, delle principali associazioni di categoria e della Confederazione nazionale artigiani di Roma che è stata promotrice fra le prime organizzazioni datoriali  rispetto all’estensione del provvedimento a tutte le varie tipologie di professionisti operanti in regione in particolare alle “non ordinistiche” in prima istanza escluse dal progetto legislativo..

Lo scopo quello di accogliere suggerimenti e indirizzi informati e consapevoli, da restituire sotto forma di emendamenti. Ratio della norma, come espresso dalla stessa prima firmataria Mattia, è l’emancipazione del lavoro intellettuale, prestato da numerosi professionisti a favore della Regione Lazio, rispetto allo svilimento economico delle professioni e alla esecrabile pratica delle clausole vessatorie: <<l’obiettivo – afferma la Consigliera – è di riconoscere compensi adeguati ai professionisti, eliminando tutte quelle discriminazioni ormai inaccettabili>>.

La stessa Consigliera Eleonora Mattia ha introdotto, con la condivisione dei suoi colleghi, un suo emendamento che va ad allargare le istanze di tutela nel dispositivo di proposta normativa n°69/2018: nella relativa Relazione illustrativa si afferma che le garanzie ad un equo compenso sono estese <<a quelle professioni, ordinistiche e/o non organizzate, per le quali la normativa statale non ha individuato parametri di riferimento per la determinazione dei compensi>>.

La CNA di Roma e con essa le diverse associazioni di categoria coinvolte dalla Consigliera Eleonora Mattia, salutano con favore la scelta della Regione Lazio di riempire quel vuoto normativo che consentiva di speculare intorno alla professionalità di tanti giovani e meno giovani lavoratori, che attraverso la loro formazione, il loro know how e il desiderio di affermare la dignità del proprio valore professionale, rappresentano una formidabile ricchezza per il territorio laziale.

C’è un valore in più in questa azione legislativa, che non va sottovalutato, in quanto la Regione Lazio in questo modo disciplina sé stessa e da qui a breve dovrà dare il giusto riconoscimento a tanti professionisti che operano nelle varie strutture regionali o partecipate.

Una buona prassi che riteniamo possa fare scuola.

Sistema di Gestione dei Piani di Emergenza. Il Comune di Genazzano lancia il proprio portale in collaborazione con Golem Ict.

Proteggere il proprio Comune è un impegno che tutti devono perseguire, un’esigenza che bisogna imparare a soddisfare. Quando una calamità o una emergenza ci coinvolge sappiamo che tutti, con la giusta preparazione, possono dare il proprio contributo.

Seguire piccole e semplici regole può cambiare il corso degli eventi. Essere tutti collegati e consapevoli di quello che sta accadendo intorno a noi può fare la differenza.

 

Un piano di emergenza è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità in un determinato territorio.

Conoscere come il rischio si comporta e quali sono gli elementi di contrasto, aiuta la popolazione a modificare il proprio modo di vivere il rischio stesso, limitando il panico che deriva dal non sapere cosa fare e affrontando l’emergenza con consapevolezza.

Tutto questo presuppone la realizzazione di un sistema che riesca a scambiare informazioni, a conoscere il territorio, a conoscere il rischio e quindi mettere in pratica le
best practice”.

Non solo una pratica consigliata ma una imposizione per legge. Infatti la L. n. 100 del 12 luglio 2012 prevedeva che entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento i Comuni approvassero il piano di emergenza comunale, redatto secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione Civile e delle Giunte regionali.

Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio.

Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita “civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici.

Il piano per le operazioni di emergenza è un documento che contiene degli obiettivi specifici:

  • assegnare responsabilità e azioni specifiche ad organizzazioni e individui;
  • descrivere come queste azioni vengono coordinate e le relazioni fra le organizzazioni;
  • descrivere in che modo proteggere le persone e la proprietà in situazioni di emergenza e di disastri;
  • identificare il personale, l’equipaggiamento, le competenze, i fondi e altre risorse disponibili da utilizzare durante le operazioni di risposta;
  • identificare le iniziative da mettere in atto per migliorare le condizioni di vita degli eventuali evacuati dalle loro abitazioni.

Golem Ict mette a disposizione tutte le sue competenze, le tecnologie più innovative e risorse specializzate per supportare gli Enti locali in questi delicati adempimenti. Inoltre prevede la realizzazione di un portale web (integrato a quello comunale) contenente tutte le informazioni utili per affrontare eventuali situazioni di crisi.

È il caso del Comune di Genazzano (provincia di Roma) che ha appena messo online il proprio portale a supporto dei cittadini nei casi di emergenza.

Tale portale, strutturato dalla Golem ICT, offre un Sistema WebGis dedicato. I webGIS sono dei GIS implementati attraverso la rete che permettono l’interazione con la cartografia e con i dati geo-spaziali ad essa associati, condividendo così queste informazioni con un elevato numero di utenti.

Il sistema consente l’inserimento e la condivisione, quindi, di informazioni necessarie alla gestione delle emergenze da parte di tutte le componenti del sistema nazionale della protezione civile, per come definite dall’art. 6 della legge n. 225 del 24 febbraio 1992. Inoltre, è basato sul Metodo Augustus, per funzioni di supporto, per come definito dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Il metodo Augustus fornisce criteri ed indirizzi per la pianificazione di qualsiasi emergenza a prescindere dall’estensione e dall’entità del fenomeno calamitoso e dal numero degli Enti e delle Amministrazioni coinvolte. Inoltre, crea linguaggi e procedure unificate che consentono un’immediata comunicazione e un’efficiente collaborazione tra tutti i soggetti implicati nella gestione e nel superamento dell’emergenza. Infine, realizza un piano di emergenza che non sia un elenco di uomini e mezzi ma una valutazione della disponibilità delle risorse.

Il portale web per la protezione civile progettato dalla Golem ICT, è gestito attraverso un’interfaccia basata principalmente su tecnologie opensource e WebGIS e ha le seguenti caratteristiche:

  • Sviluppato in ambiente GIS;
  • Contiene un geodatabase;
  • Prevede l’archiviazione delle schede col metodo Augustus;
  • Gestisce della messaggistica tramite social network;
  • Gestisce l’anagrafica delle persone coinvolte;
  • Gestisce l’anagrafica dei Mezzi;
  • Gestisce l’anagrafica delle Strutture;
  • Gestisce l’anagrafica delle Aree;
  • Gestisce l’anagrafica delle Organizzazioni;
  • Gestisce le cartografie tematiche e di base;
  • Gestisce gli scenari di rischio;
  • Gestisce la struttura del COC e/o del COM.

L’idea del progetto consiste nella predisposizione – da parte di esperti – dei diversi scenari di rischio di protezione civile, in un particolare contesto territoriale, e di consentire – durante l’emergenza – di adoperare modelli di intervento dinamici basati sulle pianificazioni precedentemente configurate.

Il Sistema di Gestione delle Emergenze, infatti, consente di disporre – in maniera dinamica ed intelligente – delle banche dati cartografiche aggiornate e dei database delle risorse disponibili in termini di:

  • persone (volontari, medici, ecc.)
  • organi di tutela e soccorso;
  • aree strategiche e mezzi;

 

Il Sistema di Gestione delle Emergenze è un documento in continuo aggiornamento, che deve tener conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi. Anche le esercitazioni contribuiscono all’aggiornamento del piano perché ne convalidano i contenuti e valutano le capacità operative e gestionali del personale.

Un piano deve essere sufficientemente flessibile per essere utilizzato in tutte le emergenze – incluse quelle impreviste – e semplice, in modo da divenire rapidamente operativo.

Come sappiamo alcune calamità, purtroppo, non sono prevedibili quello però che possiamo fare è essere pronti. La formazione è fondamentale. Aiuta il personale, che sarà impiegato, a familiarizzare con le responsabilità e le mansioni che deve svolgere in emergenza e, attraverso la diffusione dei Sistemi di Gestione delle Emergenze, supporta la popolazione nella valutazione di azioni consapevoli.

Istituto Donizetti di Pollena Trocchia (NA): primo sito web di una Scuola completamente a norma AGID.

E’ online il primo sito, relativo ad un istituto scolastico, che adotta le nuovissime norme in materia di comunicazione digitale.


Istituto Donizetti: a Pollena Trocchia (Na) il primo sito internet completamente a norma Agid. Un portale web che insomma rispetta tutti i nuovi dettami normativi dell’AGID: l’Istituto Comprensivo “Gaetano Donizetti”, di Pollena Trocchia (NA) ha inaugurato infatti da pochi giorni il nuovo sito istituzionale.

donizetti

L’istituto comprensivo Gaetano Donizetti di Pollena Trocchia in provincia di Napoli, primo tra gli istituti scolastici, ha messo on line il 2 maggio scorso un sito web istituzionale progettato secondo le nuove linee guida emanate dall’AGID, relative agli obblighi di Trasparenza, a cui sono tenute tutte le Pubbliche Amministrazioni.

 

Il progetto, ideato dalla Golem Ict e Datanet (aziende del gruppo Golemsoftware), rappresenta un’eccellenza nel campo dell’innovazione tecnologica delle amministrazioni pubbliche e  ci auguriamo che possa costituire un esempio di buona pratica per  altre amministrazioni della regione.

Il sito web  http://www.icdonizetti.gov.it/ è stato sviluppato secondo le nuove linee guida di design per le PA, che raccomandano di esporre le informazioni in maniera chiara e uniforme al fine di facilitare l’orientamento del cittadino attraverso un’armonizzazione dei dati. Il sito, nel rispetto delle direttive del codice dell’Amministrazione Digitale, contiene inoltre informazioni relative all’operato della Pubblica Amministrazione, seguendo i criteri di accessibilità, di usabilità e reperibilità, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità di consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità.

XML Anticorruzione: al via i controlli per l’anno 2017

Si rende noto che a partire da febbraio 2017 saranno effettuati i tentativi di accesso automatizzato alle URL comunicate dalle Amministrazioni per l’acquisizione dei file XML pubblicati.anac_anticorruzione-e1461571338666-300x109

 


Restano invariate per l’anno 2017 le modalità operative per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione e trasmissione dei dati in formato aperto riguardanti il 2016, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012 come indicato nella Deliberazione ANAC n. 39 del 2 gennaio 2016. Rimangono quindi valide sia le specifiche tecniche per la comunicazione via PEC dell’avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2017 sia quelle di pubblicazione dei dati (formato XSD).

 

A riguardo, si consiglia di verificare che tutti i file pubblicati siano accessibili e rispettino le specifiche tecniche definite dall’Autorità. Il dettaglio dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL è consultabile attraverso il link presente nel campo ‘Identificativo messaggio PEC’ oppure ‘Esito accesso’ della tabella disponibile al seguente link https://dati.anticorruzione.it/#/l190.

 

Ricordiamo che le Stazioni Appaltanti (SA) per adempiere all’obbligo di pubblicazione dei dati in formato aperto, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012 conforme alle disposizioni di cui alla Deliberazione n. 39 del 2 gennaio 2016, devono:

 

 

  • Trasmettere all’Autorità, entro il 31 gennaio di ogni anno, solo mediante Posta Elettronica Certificata all’indirizzo comunicazioni@pec.anticorruzione.it, un messaggio di PEC attestante l’avvenuto adempimento. Tale messaggio PEC deve riportare obbligatoriamente, nell’apposito modulo PDF (si deve utilizzare esclusivamente la versione del modulo aggiornata al 15 gennaio 2016), il codice fiscale della Stazione Appaltante e l’URL di pubblicazione del file XML per l’anno  in corso. I messaggi PEC ricevuti attraverso canali diversi dalla PEC dedicata comunicazioni@pec.anticorruzione.it, compresi quelli ricevuti attraverso la casella protocollo@pec.anticorruzione.it , non saranno considerati validi ai fini dell’assolvimento degli obblighi previsti dalla norma e non saranno elaborate. Inoltre, si ricorda che l’indirizzo PEC comunicazioni@pec.anticorruzione.it dovrà essere utilizzato esclusivamente per gli adempimenti di cui all’art.1 comma 32 della legge 190/2012.

 

  • Pubblicare sul proprio sito web istituzionale le informazioni di cui all’articolo 4 della Deliberazione n.39 del 2 gennaio 2016 secondo la struttura e le modalità definite dall’Autorità (vedi specifiche tecniche aggiornate per la pubblicazione dei dati in file XML).

 

Ricordiamo che relativamente all’anno 2016, molti Comuni del Nord, del Centro e del Sud Italia non sono in regola con gli adempimenti, ed hanno avuto ESITO FALLITO dall’esame del file XML.

 

Un supporto gratuito e sicuramente utile per ottenere le informazioni utili a comprendere i motivi dello scarto automatico della validazione del file è fornito in rete dalla società Datanet srl di Tremestieri Etneo (CT). Contattando la società, all’indirizzo info@datanetsrl.eu , può essere richiesto un check up gratuito sulla posizione del proprio ente.

 

Mia intervista su progetto aree sismiche su Lentepubblica.it

Il Terremoto di un mese fa che il 24 agosto 2016 alle 3:36:32, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto tra i comuni di Accumoli, Amatrice (Provincia di Rieti) e Arquata del Tronto (Provincia di Ascoli Piceno), ha devastato il territorio e mietuto centinaia di vittime, impone una seria riflessione.

Il fatto che verranno riconosciute nuove risorse ai Comuni che, a seguito di sentenze esecutive di risarcimento conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali, sono stati obbligati a sostenere spese di ammontare complessivo superiore al 50 per cento della spesa corrente sostenuta come risultante dalla media degli ultimi tre rendiconti approvati, è un segnale positivo. Le amministrazioni locali, però, non sono ancora abbastanza tutelate in queste situazioni. Cosa sarebbe necessario fare in merito? Ancora meglio: le amministrazioni locali come possono prevenire (o quantomeno ammortizzare) l’impatto devastante di questi fenomeni? Abbiamo raccolto il parere, sulla scottante questione, di Giuseppe Orefice, CEO dell’azienda Golem Ict, appartentenete al gruppo Golemsoftware, con sede a Valmontone, in provincia di Roma.

 

Andiamo subito al dunque, come nasce questa importante iniziativa?
Da una amara riflessione che purtroppo capita di sovente quando ci troviamo dinnanzi a catastrofi naturali dove, diciamo, l’uomo, l’attività antropica si direbbe, ci mette molto del suo. E molto ancora hanno fatto riflettere le parole di Papa Francesco e soprattutto del vescovo di Rieti Domenico Pompili che durante l’omelia ha espresso con forza che non è il sisma a fare le vittime ma le “opere dell’uomo”.

 

In che senso…
Noi produciamo ed ingegnerizziamo tutta una serie di prodotti e servizi dedicati alle pubbliche amministrazioni locali che servono a prevenire e controllare da un lato i rischi naturali dall’altro le attività non consone dell’agire umano, giusto per fare alcuni esempi: controllo satellitare dell’alveo dei fiumi, delle frane, della deforestazione, ed ancora sistemi per il controllo dell’abusivismo edilizio, delle discariche o cave abusive, eccetera eccetera. Tutti prodotti sui quali investiamo tantissime risorse umane ed economiche ma che in sostanza alla fine rappresentano più un fiore all’occhiello nei nostri listini che altro.

 

Nel senso che sono servizi poco venduti vuole dire?
Pochissimo o per nulla.

 

Questo perché accade?
Veda più che per ignavia o sottovalutazione, credo per mancanza di fondi. I comuni in particolare se la passano davvero male ultimamente. Però c’è una lettura sbagliata, perché in realtà sono investimenti che permettono di abbattere costi sociali e servono davvero a prevenire “tragedie annunciate”, e poi infondo permettono anche di agganciarsi, usando le tecnologie implementate, anche a servizi più tradizionali per rendere migliore la vita dei cittadini in termini di e-government e di trasparenza. Insomma è un processo ricorsivo: si migliora su più aspetti, anche su quelli finanziari.

 

Andiamo a questa iniziativa sul terremoto?
Veda come dicevo nasce dalla amara riflessione su quanto può fare la tecnologia in questi casi. Allora abbiamo deciso, dopo aver visto le immagini terribili che arrivavano dal centro Italia, di togliere un po’ di alibi da un lato e di dare un contributo vero dall’altro. Mi spiego meglio. Con il nostro partner storico su queste tematiche Geoslab, e colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente Raffaele D’Ambrosio (Dg Geoslab ndr) per la sensibilità dimostrata, abbiamo innanzitutto deciso di non guadagnarci: daremo sostanzialmente i nostri prodotti e servizi a prezzo di costo in tutte le aree sismiche del Paese. Poi cercheremo di sollecitare i nostri clienti, ma non solo, sulle tematiche della prevenzione e su quanti e quali siano i benefici reali nel medio periodo.

 

Bella iniziativa e cosa metterete a disposizione degli Enti?
Tutto il nostro know-how. In particolare l’ausilio sulla redazione ed ingegnerizzazione dei Piani di emergenza comunale della Protezione civile; ma poi come si è visto anche dove questi piani c’erano nessuno li conosceva.

 

E quindi, come si fa?
Anche qui con la tecnologia; realizzeremo, sempre e solo facendoci remunerare le spese vive, dei portali georeferenziati e delle app che permettano non solo la divulgazione dei Piani comunali ma anche delle guide interattive e della formazione ad hoc da attuare nel momento in cui, speriamo mai, l’emergenza si concettizza. In qualche realtà queste cose sono state fatte e funzionano molto bene. Anzi le dirò hanno fatto scuola in Europa. Il problema è che si contano sulle dita di una mano.

Golem Ict: Speciale Protezione civile. Servizi a costo ridotto per tutte le zone a rischio sismico.

Dinnanzi alla sciagura del terremoto che ha colpito la nostra Italia centrale, come purtroppo sovente accade in questi casi, ci siamo chiesti, anche al interno delle nostre aziende, quale può essere un contributo fattivo oltre alla mera solidarietà ed al contributo economico per affrontare l’emergenza immediata.

E molto hanno fatto riflettere le parole di Papa Francesco e soprattutto del vescovo di Rieti Domenico Pompili che durante l’omelia ha espresso con forza che non è il sisma a fare le vittime ma le “opere dell’uomo”.

E’ chiaro dunque che nel nostro, se pur bellissimo Paese, serve un nuovo modo di costruire e ristrutturare le abitazioni pubbliche e private, ma soprattutto serve mettere in atto e rendere efficaci ed efficienti tutti gli strumenti di prevenzione e gestione delle emergenze che pur ci sono ma sovente non vengono attuati ovvero messi a regime per ignavia ma anche sovente per mancanza di fondi e formazione adeguata.

Golem Ict, assieme al suo storico partner sui servizi territoriali GeosLab, ha deciso di provare a dare un fattivo contributo in tal senso. Le nostre aziende da anni si occupano di aiutare e formare gli Enti locali nella redazione e nella messa in funzione dei Piani di emergenza comunale della Protezione civile, e da qualche anno è stato sviluppato un portale per i comuni dedicato a tale programma, un vero è prorio (Sit)  Sistema Informativo territoriale per la gestione degli eventi di Pronto Intervento nell’ambito del programma di Emergenza di Protezione Civile.

Golem e GeosLab hanno deciso che  su questi due fondamentali servizi in materia di prevenzione, come su tutti gli altri prodotti e servizi relativi al controllo idrogeologico del territorio, di applicare una scontistica sui propri listini ( rinunciando sostanzialmente al margine di profitto) del 50%  per tutti i comuni e territori a forte rischio sismico del Paese.

Sappiamo che questo è solo un piccolo contributo nella messa in sicurezza del nostro territorio, ma siamo altresì convinti che se tutti facciamo la nostra parte questa sfida si può vincere.

Dott. Giuseppe Orefice
Ceo Golem Ict

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Piano di Emergenza Comunale – Portale Protezione civile.

Golem Ict in collaborazione Geoslab srl, azienda leader nei servizi cartografici e georeferenziati,  ha realizzato un Sistema Informativo per la gestione degli eventi di Pronto Intervento nell’ambito del programma di Emergenza di Protezione Civile. La piattaforma è uno strumento avanzato di pianificazione territoriale incentrato sul caricamento automatico e dinamico di tutte le «informazioni» utili per una corretta gestione e diffusione delle informazioni riguardanti il Piano di Emergenza Comunale.
Il sistema è stato concepito traendo spunto dai Piani di Emergenza di Protezione Civile (Comunali e Provinciali) e, ad oggi, permette l’interazione tra informazioni sulle risorse disponibili, sugli eventi in corso e sulle caratteristiche del territorio.
Per la componente comunicazione e divulgazione la piattaforma è fruibile in modalità WEB: i dati dei piani di emergenza saranno accessibili da tutti i cittadini, mentre le sezioni di pianificazione e di gestione delle emergenze saranno riservate ai relativi utenti designati dal comune. Il sistema è in grado di gestire l’ anagrafica (risorse umane, mezzi e attrezzature, aree di emergenza, strutture ed infrastrutture strategiche), i piani di emergenza, la gestione degli eventi, gli scenari di intervento.

Inoltre Golem si propone un servizio ad alto valore aggiunto in ausilio agli Enti che debbano provvedere alla redazione del Piano di Emergenza Comunale.

La legge n. 100 del 12 luglio 2012 prevede che entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento i Comuni approvino il piano di emergenza comunale, redatto secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione Civile e delle Giunte regionali.

Un piano di emergenza non è altro che il progetto di tutte le attività coordinate e di tutte le procedure che dovranno essere adottate per fronteggiare un evento calamitoso atteso in un determinato territorio.

Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione, ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita” civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici.

Il Piano di Emergenza è il supporto operativo al quale il Sindaco si riferisce per gestire l’emergenza col massimo livello di efficacia.

Posto che solo attraverso una precisa distribuzione di sforzi volti a conoscere le vulnerabilità territoriali ed antropiche,e ad organizzare una catena operativa finalizzata al superamento dell’evento, il Sindaco disporrà quindi di un valido riferimento che determinerà un percorso organizzato in grado di sopperire alla confusione conseguente ad ogni evento calamitoso.

La prevenzione e la tecnologia al servizio delle comunità.