Incredibile ma vero: come prendersi in giro da soli e vivere da tecnici.

Il nostro Governo, che ha preso una piega decisamente antifederalista, dà i voti a tutti, giudica tutti (oltre che tassare tutti e tutto) e lancia iniziative (per altro discutibili dal punto di vista squisitamente tecnologico) per la serie : Predico bene e razzolo malissimo.

Infatti i nostri efficentissimi ministri lanciano il progetto Magellano (copio ed incollo dal sito della presidenza dei ministri):

Benvenuti in Magellano, il Knowledge Management System promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica.

Magellano è un sistema di gestione della conoscenza su piattaforma web appositamente pensato per la Pubblica Amministrazione, volto ad ottimizzare la condivisione e diffusione
della conoscenza all’interno di una comunità di utenti.

In questa sezione puoi verificare la conformità di un sito web di una pubblica amministrazione ai contenuti minimi definiti nelle linee guida dei siti web PA del 2010 o del 2011.

La funzionalità “verifica sito in tempo reale” consente di effettuare una analisi lanciando, all’istante, l’algoritmo automatico di monitoraggio sul sito web della PA.

Questa analisi è molto utile per le pubbliche amministrazioni, in quanto possono utilizzare questo strumento per migliorare l’aderenza ai contenuti minimi senza aspettare la verifica nel nuovo monitoraggio settimanale. Per questa funzionalità occorre inserire l’intero url del sito che si vuole verificare (es. ).

La funzionalità “verifica sito in base all’ultimo monitoraggio effettuato”, consente di analizzare la conformità dei siti web delle PA in base, appunto, all’ultimo monitoraggio effettuato.

Per giunta ti chiedono anche di denunciare (sic!) tutto quello che trovi di non corretto.

A titolo esemplificativo pubblico l’analisi fatta (per giunta sui criteri 2010 e nemmono gli ultimi) del sito della Presidenza (www.governo.it)… non ho parole davvero.

 

 

Candidiamo le nostre idee al congresso del PD calabrese

Il Gruppo PD Calabria 25 Aprile candida un’idea di partito al congresso 2012

Conferenza stampa venerdì 25 maggio 2012  – ore 16,00  – Direzione regionale del PD – Lamezia Terme

UN NUOVO PROGETTO PD PER UNA NUOVA SPERANZA CALABRESE

Il congresso del PD calabrese deve essere un  utile e necessario confronto  sul futuro del Pd e della Calabria, coinvolgendo territori ed importanti pluralità interne al fine di concorrere – nel mentre attendiamo la pubblicizzazione dell’apposito regolamento congressuale che contenga modalità e tempi delle scadenze congressuali – al superamento della gestione commissariale con un apporto di merito a partire dalla “forma Partito” – di cui alleghiamo proposta-bozza –  per estenderla alle specificità dei problemi più drammatici della Calabria che,  nell’attuale emergenza economica nazionale,  necessitano di un approfondimento supplementare anche rispetto ai provvedimenti di riallocazione delle risorse comunitarie che il Governo Monti  ha recentemente adottato, che devono costituire il preliminare ed irrinunciabile punto di verifica per costruire una reale e credibile alternativa al centrodestra. Abbiamo il diritto e il dovere di tornare alla normalità, con una classe dirigente che si occupi in modo esclusivo e prioritario della ricognizione dei nostri circoli nei territori, della costruzione e ricostruzione laddove non ci siamo mai stati o non ci siamo più, e del rilancio di una proposta politica forte e credibile per un nuovo governo regionale.

Memori oltre che protagonisti della scorsa stagione congressuale, siamo pronti a lavorare e a contribuire con le nostre proposte al dibattito e a proporre e sostenere candidature anche unitarie, se si dovesse profilare quella di un segretario regionale che intenda, fin dalla candidatura, rispettare in modo rigoroso lo Statuto del PD, dimettendosi immediatamente e per i prossimi tre anni da qualunque altra carica o incarico politico/istituzionale/amministrativo, elettiva e/o di nomina, senza invocare deroghe o sconti ad personam, con ciò rinunciando anche alle prossime candidature a presidenze, consigli regionali, provinciali e parlamenti vari. Un intero mandato, infatti, forse non basterà, ma è sicuramente il periodo minimo necessario per riannodare il dialogo democratico con il territorio, e tra questo e le istituzioni. Chi sarà chiamato a costruire questo percorso deve imparare a conoscere il PD ed ogni più intimo difetto ed ogni più recondita virtù. E’ necessario, quindi, che tutti coloro che  vogliono liberamente concorrere a questa fase di costruzione sappiano incontrarsi e parlarsi, e sappiano  individuare percorsi trasparenti e lineari, al di fuori di patti correntizi e liberi da qualsiasi condizionamento elettoralistico legato alla scadenza delle candidature delle prossime Politiche.

 

Il Partito Democratico della Calabria  “ripudia la ‘ndrangheta e tutte le mafie”.

Una dichiarazione forte che dia il segno di una rottura con le troppe ambiguità del passato.

1) Istituzione di circoli, ambiti di incontro e confronto tra gli iscritti, solo se è disponibile una sede e sono programmate iniziative politiche. Per ogni circolo è fatto obbligo di indire annualmente almeno tre assemblee pubbliche degli iscritti per l’approvazione del programma politico annuale e delle attività sul territorio, del bilancio preventivo, di quello consuntivo. I circoli devono essere sostenuti economicamente attraverso un federalismo delle risorse: occorre ridistribuire le risorse ora accentrate nelle federazioni a vantaggio dei circoli attivi, secondo un modello di valutazione delle proposte di iniziative locali da parte di un apposito comitato provinciale.

2) Creazione di più circoli sui territori comunali laddove dove ogni circolo superi un numero massimo di tesserati (300). Il numero complessivo di tesserati attribuito ad ogni comune non deve comunque ed in ogni caso essere superiore al 10% dei voti riportati dal partito nelle ultime consultazioni politiche nello stesso ambito territoriale. Svolgimento del tesseramento secondo quanto previsto dall’apposito regolamento nazionale senza eccezioni (iniziative pubbliche, comitati di adesione, svolgimento del tesseramento nei circoli- obbligo a chi si iscrive on-line di un tempo limite antro il quale deve perfezionare adesione al circolo di appartenenza). Pubblicità degli iscritti di ogni circolo. Non possiamo più dare l’immagine dei pacchetti di tessere acquistati in blocco così come succede attualmente nel Popolo della Libertà calabrese e come, purtroppo, è avvenuto in passato nel nostro stesso Partito.

3) Le assemblee elettive (provinciale e regionale) non devono essere pletore informi e ne deve deve essere rafforzato il ruolo. Devono essere convocate anche loro almeno tre volte ogni anno per fare il punto sullo stato del Partito e sulla sua linea politica, e per l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi. Anche gli organi di direzione (provinciale e regionale) devono di conseguenza essere ridotti nel numero dei membri. Al massimo devono rappresentare il 10% dei membri delle assemblee elettive. Gli organi di direzione devono essere affiancati da forum tematici e da un Centro studi regionale.

4) Primarie per decidere le candidature a tutti i livelli (sindaci, presidenti di province e regione,consiglieri regionali, deputati) anche in assenza di riforma del Porcellum e per come già garantito dal Segretario nazionale nel corso dell’ultima Assemblea federale.

5) Ruolo decisivo ed esclusivo del circolo e del suo coordinatore nella scelte delle alleanze e nella  formazione delle liste nelle consultazioni locali. Obbligatorietà di convocare un’assemblea degli iscritti straordinaria prima di prendere tali decisioni.

6) Incompatibilità tra ruoli politici (dirigenti di partito e segretari ad ogni livello) e ruoli istituzionali (sindaco, assessore, consigliere, portaborse e componenti delle strutture speciali regionali, presidente della regione,assessore regionale e consigliere regionale).

7) Non cumulabilità di ruoli istituzionali (sindaco e parlamentare o consigliere regionale, provinciale, per esempio) o ruoli politici (segretario di circolo e membro di direzione provinciale, per come espresso al precedente punto 6).

8) Limite insuperabile e senza alcuna deroga possibile dei due mandati consecutivi per ciascun incarico istituzionale e/o elettivo e limite complessivo di 25 anni alla carriera politica in tutti i ruoli istituzionali.

9) Istituzione obbligatoria e a tutti i livelli (circoli e federazioni) di una consulta permanente formata da esponenti di associazioni, rappresentanze dei lavoratori, mondo delle professioni, istituti di ricerca e università. Una consulta che si riunisca periodicamente insieme ai coordinatori e ai dirigenti di circolo e federazione e analizzi le situazioni sociali di ciascuna realtà.

10) Iniziativa legislativa nazionale per una normativa che regolamenti l’art. 49 della Costituzione e le modalità di accesso ai partiti politici, all’interno di una nuova legge elettorale, e che modifichi l’art. 67 della Costituzione affinché il mandato del parlamentare sia vincolato alla proposta politica per la quale è stato eletto.

Il Partito Democratico calabrese dovrà essere promotore di una nuova etica della Politica. Solo in questo modo si potranno sconfiggere sia la politica urlata, clientelare, trasversale e dell’inciucio sia la speculare antipolitica, entrambe cause della crisi democratica del nostro Paese. Solo in questo modo, il Partito Democratico potrà proporre un credibile progetto politico che dia speranza di futuro ai giovani calabresi.

Tutto il mondo è paese….purtroppo…è tutta cosca loro.

Ndrangheta: indagine “Rilancio”, 2 arresti del Ros di Roma

Le manette sono scattate per Vincenzo Alvaro e Damiano Villari, appartenenti alla cosca Alvaro di Sinopoli e Cosoleto

Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di ALVARO Vincenzo e VILLARI Damiano, indagati per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa di cui all’art. 7 L. 203/91.

Contestualmente sono state effettuate 17 perquisizioni delegate dal P.M. nei confronti di altrettanti  indagati a p.l. per i medesimi reati.

I provvedimenti colpiscono una promanazione laziale della cosca ‘ndranghetista degli “ALVARO”, originaria dei Comuni di Sinopoli e Cosoleto (RC), e in particolare ALVARO Vincenzo, figlio di ALVARO Nicola cl. 27, detto “Beccauso”, capo cosca  del “Locale” di Cosoleto e VILLARI Damiano, soggetto di elevato spessore delinquenziale e in stretto raccordo con la cosca “ALVARO”, nonostante i suoi tentativi di celare tali rapporti.

L’indagine “Rilancio”, avviata dal R.O.S. nel 2007, ha documentato l’elevato livello di penetrazione raggiunto dalla cosca “ALVARO” nel tessuto economico capitolino attraverso l’acquisizione di numerose attività commerciali e imprenditoriali con  capitali illeciti e ha individuato la fitta rete di prestanome – ben 27 – utilizzati per aggirare le possibili iniziative giudiziarie sul fronte patrimoniale.

L’indagine, sviluppata su più direttrici investigative, aveva già consentito, con due distinti interventi operativi eseguiti nel 2009, di penetrare nel circuito economico della cosca, con particolare riferimento alle operazioni di reinvestimento dei capitali illeciti in rilevanti attività commerciali ed imprenditoriali nel Lazio e in Calabria.

In particolare:

– il 29 maggio 2009, con la cooperazione della Polizia della Repubblica Ceca, è stata data esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 indagati per associazione per delinquere finalizzata all’introduzione in Europa di ingenti quantitativi di merce contraffatta proveniente dall’estremo oriente (Vietnam), aggravata dalla transnazionalità. Nella circostanza è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo degli uffici della società di import-export “M.C.S.-Mediterranean Container Service Shipping s.r.l.”, attiva nel porto di Gioia Tauro (RC) ed utilizzata dal sodalizio per lo sdoganamento della merce contraffatta;

– il 22 luglio 2009, a seguito di un collegamento investigativo promosso dalla Procura di Roma, è stato eseguito un decreto di sequestro anticipato di beni, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito di un procedimento di prevenzione che ha interessato sempre ALVARO Vincenzo. Il provvedimento ha consentito di sequestrare l’intero patrimonio immobiliare e le numerose attività commerciali nella disponibilità dell’ALVARO, alcune delle quali di gran pregio come i noti ristoranti “Cafe’ de Paris” e “George’s”, tuttora sotto sequestro e gestiti da un amministratore giudiziario,  per un valore di circa 200 milioni di euro.

L’attività delinquenziale in questione non si è però arrestata con il sequestro del luglio 2009, a conferma della perdurante operatività della cosca sul fronte patrimoniale e della pericolosità sociale di ALVARO Domenico, che acquistava nuove attività commerciali intestandole a soggetti di comodo al fine di occultarne la reale titolarità e “oscurare”  la sua presenza nella Capitale.

Si tratta, in particolare, di due esercizi commerciali – il bar “Il Naturista” ubicato in via Salaria n. 121 e il bar “Pedone” ubicato in via Ponzio Comino n. 74 – oggetto dell’odierno provvedimento di sequestro e del valore superiore ai due milioni di euro.

Per gli intestatari fittizi indagati a p.l., per i quali il P.M. aveva richiesto l’emissione di misura cautelare analoga a quella che ha investito il VILLARI e l’ALVARO, il G.I.P. non ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, in ragione della cessazione della condotta criminosa a seguito dei provvedimenti ablativi eseguiti nel corso delle investigazioni.

L’attività, in estrema sintesi, ha confermato:

– la rilevanza ed il ruolo ricoperto dal più volte citato ALVARO Vincenzo, imparentato con gli esponenti di vertice dell’omonima cosca, nonché punto di riferimento nel panorama capitolino e nel centro Italia per tutti gli esponenti della ‘ndrangheta interessati ad attività di reinvestimento e reimpiego dei capitali illeciti;

– la molteplicità delle intestazioni fittizie, in particolare delle attività commerciali più rilevanti,  in capo a VILLARI Damiano e lo stretto raccordo con la cosca “ALVARO” nonostante i suoi tentativi di celare i rapporti;

– l’elevato livello di penetrazione raggiunto dalla cosca “ALVARO” nel tessuto economico capitolino, inquinato dal massiccio impiego di capitali di incerta provenienza.